
Riflettiamo...
ASPETTANDO LO SBOCCIAR
DI UN FIORE…
Il deserto e la terra
arida si rallegreranno, la solitudine gioirà e fiorirà come la rosa; si coprirà
di fiori, festeggerà con gioia e canti d' esultanza; le sarà data la gloria
del Libano, la magnificenza del Carmelo e di Saron. Essi vedranno la gloria del
SIGNORE, la magnificenza del nostro Dio. Fortificate le mani infiacchite,
rafforzate le ginocchia vacillanti! Dite a quelli che hanno il cuore smarrito:
«Siate forti, non temete! Ecco il vostro Dio! Verrà la vendetta, la
retribuzione di Dio; verrà egli stesso a salvarvi». (Isaia
35,1-4).
Aspettando lo sbocciar di
un fiore, così mi piace guardare alla Quaresima… Al tempo liturgico che
stiamo vivendo… Aspettando che qualcosa, o qualcuno sbocci, fiorisca come una
rosa, si apra, diffonda il suo profumo in tutto il mondo. Il profeta Isaia ci
dice che questo qualcosa è la solitudine, forse il male più grande di questo
nostro secolo. Mai siamo stati circondati da così tante informazioni, mai
abbiamo assistito, in diretta, alla vita, alle gioie ed alle sofferenze di tante
nostre fratelli e sorelle. Eppure forse, altrettanto, mai ci siamo a volte
sentiti così soli… Mai ci è così mancato il senso di una solidarietà vera,
di una solidarietà che diventa amore, di un mettere in comune che si trasformi
in condivisione, di un conoscere che si trasformi in impegno.
Così a volte ci sentiamo
soli… Soli con la nostra fede, soli nelle nostre chiese a volte vuote, soli
nelle nostre case…
Ma c’è una rosa,
fratelli e sorelle, c’è una rosa che sta per sbocciare, che sta per aprirsi,
che sta per ricoprire il mondo con il suo profumo… C’è una rosa capace di
crescere anche nel deserto, un fiore che spacca le rocce del peccato del
mondo… Il fiore è la Parola di Dio, è la sua grazia, che si dona al mondo,
che sboccia dalle parole dei profeti, si incarna nell’amore di Dio per il suo
popolo, si arrossa del sangue del Figlio di Dio che si fa uomo, che viene a
contagiarci del suo profumo, che si fa beffe delle spine e delle durezze che gli
riservano gli uomini… Viene la vendetta di Dio, fratelli e sorelle, ed
è il suo amore che è più forte di ogni male… Rafforziamo le nostre mani,
rimettiamoci al lavoro, risvegliamoci dal torpore del nostro tempo, alziamo alta
la voce come il profeta Isaia: Siate forte, non temete! Ecco il vostro Dio!
Alle sorelle ed ai fratelli
ripetiamo quanto l’Eterno ci dice: tu sei prezioso ai miei occhi, sei
stimato e io ti amo, io do degli uomini al tuo posto, e dei popoli in cambio
della tua vita. Non temere, perché io sono con te (Isaia 43,4-5).
Tu sei il fiore fratello,
tu sei la rosa sorella… Non aver paura di aprire i tuoi petali al mondo.
Luca Zacchi