
per il culto di ammissione dei nuovi membri di chiesa
7 giugno 2009
Giovanni 3:1-8
Gesù e Nicodemo: la nuova nascita
1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno
dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio;
perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se
Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità
ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere
quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di
sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità
ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno
di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e
quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho
detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". 8 Il vento soffia dove vuole,
e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né
dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Nicodemo
replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?» 10 Gesù gli rispose:
«Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e
testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra
testimonianza. 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è
salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo:
il Figlio dell'uomo [che è nel cielo].
Care sorelle e cari
fratelli nel Signore,
Gesù incontra un uomo di cultura che è anche un personaggio influente
nel mondo religioso del tempo; l’incontro avviene di notte. Nicodemo teme
forse il giudizio dei suoi pari, oppure segue la consuetudine di riservare la
notte alle riflessioni e allo studio? Entrambe le possibilità sono accettabili,
forse s’intrecciano; tuttavia, l’immagine della notte può ispirarci
sia la realtà dell’eccesso di prudenza sia il buio di una mente immersa
nei dubbi e nelle paure.
Nicodemo ha compreso che i segni compiuti da Gesù rivelano che questi è un maestro che viene da Dio. Nel
capitolo precedente si narra di altri che avevano considerato
i segni di Gesù e vi avevano creduto; tuttavia Gesù “diffidava di loro
perché li conosceva tutti”. Con Nicodemo sembra andare diversamente. Gesù
sa che l’uomo manifesta il desiderio di sapere che cosa è necessario per
la salvezza. Inquietudini del genere egli le aveva già incontrate; ricordiamo
la domanda del giovane ricco: “Che cosa debbo
fare per ereditare la vita eterna” (Marco 10,17), oppure quella dello
scriba: “Qual è il più importante di tutti i comandamenti?” (Marco
12,28). La risposta di Gesù conduce Nicodemo in un nuovo territorio: occorre
nascere di nuovo o dall’alto. Occorre nascere da Dio.
Il termine greco usato si presta a due interpretazioni:
nascere di nuovo e nascere dall’alto.
In aramaico il verbo non ha simili
ambiguità, e la risposta di Gesù all’incomprensione di Nicodemo permette di pensare all’idea di una nascita dall’alto,
che proviene da Dio, indipendente dall’umana.
‘Anothen’,
dall’alto, è il mondo di Dio che solo può rinnovare. L’essere umano
da solo non può arrivare al regno di Dio. Carne, (sàrcs), è la realtà umana;
spirito, (pneuma), rappresenta la realtà del mondo di
Dio. Si tratta della contrapposizione del mondo creaturale a quello divino. Il
dono dello Spirito scende sulle creature e le rinnova, senza che queste
smarriscano la loro natura umana. Nascere di nuovo è
un’immagine talvolta abusata dai fondamentalisti
cristiani. La realtà che Gesù presenta è più grande dell’immagine dei
nati di nuovo cui siamo abituati. Lo Spirito Santo
agisce in modo che già su questa terra avvenga per l’essere umano una nuova creazione
in Cristo. Ecco apparire l’immagine chiave del nostro
brano: lo Spirito, in greco pneuma e in ebraico ruah (vento), che soffia senza che tu ne conosca la natura
dei movimenti. Tale immagine era possibile ai tempi di Gesù, perché la
conoscenza dei fenomeni naturali era ben diversa dalla nostra. Ciò che importa
è capire che si tratta di una realtà che riconosci nel suo fruscio/voce, come
se agisse per una forza propria. E’ evento di cui l’essere umano
non può individuare l’origine. Lo Spirito conserva il mistero della sua
origine divina e la sua totale libera manifestazione.
La potenza dell’azione di Dio è inafferrabile e meravigliosamente
imprevedibile. Per l’azione dello Spirito Santo noi crediamo e
percorriamo con fiducia, speranza e amore il territorio e lo spazio
dell’esistenza nel nostro tempo. Possiamo comprendere che siamo afferrati
e trasformati in una nuova creazione perché giungiamo a riconoscere in Gesù il
Cristo, maestro e Signore che viene da Dio, che è Dio
fra noi e con noi. Noi rappresentiamo con l’acqua del battesimo il segno
della grazia, noi accogliamo quindi il dono di Dio che ci permette di
riconoscerci obiettivo della sua ricerca. Oggi abbiamo accolto dei fratelli e
una sorella in Cristo, abbiamo ascoltato il loro sì. Abbiamo rivissuto il
nostro sì. Ora camminiamo insieme, lodiamo insieme e nella comunione procediamo
verso l’alba del giorno luminoso in cui saremo accolti nel Regno di Dio.
Possiamo soltanto riconoscere nelle persone della Chiesa il segno
dell’amore di Dio. Possiamo avere dubbi e incertezze, paure e fallimenti; potremo anche
soffrire in questo tempo. E’ possibile anche sperimentare la vita
quotidiana come perdita e fragilità. Una sola cosa durerà e non cadrà: il Signore
che ci ha trovato, lo Spirito Santo che ci ha conquistato e inseriti nel
cammino della fiducia in Dio. Tale grandezza sussiste nonostante la nostra
microscopica dimensione spirituale, nonostante la brevità del nostro transito
terreno. Tuttavia, il Signore mantiene con noi un dialogo aperto nonostante le nostre
piccole e buie notti. Possiamo trovarci nell’occhio di cicloni
esistenziali paurosi, ma lo Spirito Santo soffia e per grazia ne udremo la
voce. Amen.