Predicazione del Pastore Antonio Adamo 

per il culto di ammissione dei nuovi membri di chiesa

 7 giugno 2009

Giovanni 3:1-8

Gesù e Nicodemo: la nuova nascita

1 C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. 2 Egli venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai, se Dio non è con lui». 3 Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». 4 Nicodemo gli disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» 5 Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. 6 Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello che è nato dallo Spirito, è spirito. 7 Non ti meravigliare se ti ho detto: "Bisogna che nasciate di nuovo". 8 Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato dallo Spirito». 9 Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste cose?» 10 Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose? 11 In verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra testimonianza. 12 Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come crederete se vi parlerò delle cose celesti? 13 Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo [che è nel cielo].

Care sorelle e cari fratelli nel Signore,

                                            Gesù incontra un uomo di cultura che è anche un personaggio influente nel mondo religioso del tempo; l’incontro avviene di notte. Nicodemo teme forse il giudizio dei suoi pari, oppure segue la consuetudine di riservare la notte alle riflessioni e allo studio? Entrambe le possibilità sono accettabili, forse s’intrecciano; tuttavia, l’immagine della notte può ispirarci sia la realtà dell’eccesso di prudenza sia il buio di una mente immersa nei dubbi e nelle paure.

Nicodemo ha compreso che i segni compiuti da Gesù rivelano che questi è un maestro che viene da Dio. Nel capitolo precedente si narra di altri che avevano considerato i segni di Gesù e vi avevano creduto; tuttavia Gesù “diffidava di loro perché li conosceva tutti”. Con Nicodemo sembra andare diversamente. Gesù sa che l’uomo manifesta il desiderio di sapere che cosa è necessario per la salvezza. Inquietudini del genere egli le aveva già incontrate; ricordiamo la domanda del giovane ricco: “Che cosa debbo fare per ereditare la vita eterna” (Marco 10,17), oppure quella dello scriba: “Qual è il più importante di tutti i comandamenti?” (Marco 12,28). La risposta di Gesù conduce Nicodemo in un nuovo territorio: occorre nascere di nuovo o dall’alto. Occorre nascere da Dio.

Il termine greco usato si presta a due interpretazioni: nascere di nuovo e nascere dall’alto.

In aramaico il verbo non ha simili ambiguità, e la risposta di Gesù all’incomprensione di Nicodemo permette di pensare all’idea di una nascita dall’alto, che proviene da Dio, indipendente dall’umana.

Anothen’, dall’alto, è il mondo di Dio che solo può rinnovare. L’essere umano da solo non può arrivare al regno di Dio. Carne, (sàrcs),  è la realtà umana; spirito, (pneuma), rappresenta la realtà del mondo di Dio. Si tratta della contrapposizione del mondo creaturale  a quello divino. Il dono dello Spirito scende sulle creature e le rinnova, senza che queste smarriscano la loro natura umana. Nascere di nuovo è un’immagine talvolta abusata dai fondamentalisti cristiani. La realtà che Gesù presenta è più grande dell’immagine dei nati di nuovo cui siamo abituati. Lo Spirito Santo agisce in modo che già su questa terra avvenga per l’essere umano  una nuova creazione in Cristo. Ecco apparire l’immagine chiave del nostro brano: lo Spirito, in greco pneuma e in ebraico ruah (vento), che soffia senza che tu ne conosca la natura dei movimenti. Tale immagine era possibile ai tempi di Gesù, perché la conoscenza dei fenomeni naturali era ben diversa dalla nostra. Ciò che importa è capire che si tratta di una realtà che riconosci nel suo fruscio/voce, come se agisse per una forza propria. E’ evento di cui l’essere umano non può individuare l’origine. Lo Spirito conserva il mistero della sua origine divina e la sua totale libera manifestazione. La potenza dell’azione di Dio è inafferrabile e meravigliosamente imprevedibile. Per l’azione dello Spirito Santo noi crediamo e percorriamo con fiducia, speranza e amore il territorio e lo spazio dell’esistenza nel nostro tempo. Possiamo comprendere che siamo afferrati e trasformati in una nuova creazione perché giungiamo a riconoscere in Gesù il Cristo, maestro e Signore che viene da Dio, che è Dio fra noi e con noi. Noi rappresentiamo con l’acqua del battesimo il segno della grazia, noi accogliamo quindi il dono di Dio che ci permette di riconoscerci obiettivo della sua ricerca. Oggi abbiamo accolto dei fratelli e una sorella in Cristo, abbiamo ascoltato il loro sì. Abbiamo rivissuto il nostro sì. Ora camminiamo insieme, lodiamo insieme e nella comunione procediamo verso l’alba del giorno luminoso in cui saremo accolti nel Regno di Dio. Possiamo soltanto riconoscere nelle persone della Chiesa il segno dell’amore di Dio. Possiamo avere dubbi e incertezze, paure e fallimenti; potremo anche soffrire in questo tempo. E’ possibile anche sperimentare la vita quotidiana come perdita e fragilità. Una sola cosa durerà e non cadrà: il Signore che ci ha trovato, lo Spirito Santo che ci ha conquistato e inseriti nel cammino della fiducia in Dio. Tale grandezza sussiste nonostante la nostra microscopica dimensione spirituale, nonostante la brevità del nostro transito terreno. Tuttavia, il Signore mantiene con noi  un dialogo aperto nonostante le nostre piccole e buie notti. Possiamo trovarci nell’occhio di cicloni esistenziali paurosi, ma lo Spirito Santo soffia e per grazia ne udremo la voce.    Amen.