Paolo Paschetto

Paolo Paschetto, di famiglia valdese, nacque il 12 febbraio 1885 a Torre Pellice, in provincia di Torino, dove è morto il 9 marzo 1963. Si diplomo' all' Istituto di Belle Arti di Roma. Ancora studente comincio' ad esporre alle Promotrici romane ed alla Quadriennale di Torino .  
Professore di ornato all'Istituto di Belle Arti di Roma dal 1914 al 1948, fu artista polivalente, passando dalla xilografia alla grafica, dall'olio all'affresco, dalla pittura religiosa al paesaggio. Svolse un'intensa attivita' nel campo delle arti grafiche, collaborando con le principali case editrici e istituti d'arte grafica e pubblicando opere su riviste. Risalgono al 1900 le sue prime xilografie di soggetto vario (paesaggi , ex libris , illustrazioni); dal 1910 in poi i suoi legni trattarono per lo piu' temi religiosi , tra queste:
Il Credo Apostolico (otto grandi legni), Il Salmo del buon Pastore (otto legni), Il Padre Nostro (otto legni), Costumi valdesi.

E' di questo periodo la decorazione, eseguita da Paschetto, del Tempio Valdese di Roma piazza Cavour che sempre sottolineando il legame ideale fra evangelici e protocristiani, si ispira liberamente alle basiliche paleocristiane, con motivi di chiara ascendenza liberty. Gli evangelici, rompendo una tradizione nata come reazione all'abuso di decorazioni, capace di destare nei fedeli forme eccessive di religiosita', tornavano ad esprimere la loro fede con il linguaggio artistico, imitando anche in questo i cristiani dei primi secoli. Il grande tempio fu ufficialmente inaugurato, dopo tre anni di lavori, l' 8 febbraio 1914 . Sempre su cartoni del Paschetto vennero realizzate le vetrate, che per il valore di testimonianza ed insegnamento loro attribuito dall'autore, secondo l'uso antico, rappresentano il vero fulcro di tutta la decorazione, in cui l'atmosfera creata dai giochi floreali delle alte trifore sostiene lo svelarsi attraverso i simboli biblici del ricco contenuto della fede.  

Dal 1925 Paolo Paschetto si dedico' anche alla pittura di paesaggio, senza abbandonare la xilografia da lui prediletta. Partecipo' a numerose mostre italiane ed estere e tenne personali a Roma, Torino, Biella, Pinerolo, Verona . Fu autore, tra l'altro, di numerosi francobolli, compresa "la rondine" della prima emissione italiana di posta aerea e dell'emblema, simbolo ufficiale della Repubblica Italiana dal 5 maggio 1948 . Nel 1947 venne indetto dalla Costituente un concorso per l'emblema della Repubblica: vi parteciparono 341 concorrenti con 637 disegni e la commissione scelse la soluzione di Paschetto che rappresentava una cinta turrita con una porta aperta al centro, completata dalla figurazione del mare e di una stella raggiante; l'emblema era circondato da una corona di ulivo con le parole "Unita' e Liberta". L'originario bozzetto gli venne piu' volte cambiato ed infine stravolto per esigenze araldiche, politiche, pratiche... Fu, comunque, un impegno che stimolò un certo lato del carattere dell'artista, una sua recondita ostinazione, e che chiude con risonante ufficialità una carriera che si era ripiegata nel silenzio durante gli anni del fascismo.